Phytolacca (uva turca)

Phytolacca (uva turca)

La chiamano uva, ma non è uva.. e non bisogna nemmeno mangiarla… però gli uccellini la mangiano, eccome!

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Descrizione

Forse non è particolarmente noto il nome di questa pianta, ma la si può incontrare nei terreni incolti e ai mergini dei boschi, si tratta della Phytolacca americana, chiamata anche con il nome di “uva turca”.

Geografia/Italiano

Perchè viene chiamata “uva turca” se viene dall’America? Spesso nel passato quando qualcosa era un po’ strano o esotico lo si associava a paesi remoti come l’India o la Turchia (pensate al fico d’india) perchè quei paesi rappresentavano l’idea di mondi esotici e “strani”.
Alessandro Manzoni in un passo dei “Promessi sposi” parla proprio di questa pianta:”... l’uva turca, più alta di tutte, co’ suoi rami allargati, rosseggianti, co’ suoi pomposi foglioni verdecupi, alcuni già orlati di porpora, co’ suoi grappoli ripiegati, guarniti di bacche paonazze al basso, più su porporine, poi di verdi, e in cima di fiorellini biancastri.

Scienze/curiosità

Anche se viene chiamata “uva turca” non ha alcuna parentela botanica con l’uva vera e propria (la vite), però i grappoli di bacche ricordano i grappoli d’uva.
Quasi tutte le parti della pianta sono tossiche, però esiste una ricetta popolare americana che prevede l’utilizzo dei germogli (adeguatamente cotti).
Esiste anche una canzone, intitolata “Polk salade Annie“, dedicata a questo piatto,  cantata anche da Elvis Presley.
Le bacche, anche loro tosssiche se ingerite, sono state usate a lungo come colorante, e con un po’ di accortezza si possono utilizzare per colorare.

Schiacciamo…

Su un foglio schiacciamo con un sasso una bacca alla volta. Facciamo composizioni di macchie di colore in un’ottica di “action panting” e “arte aleatoria”.

 

Phytolacca (uva turca)

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